La facciata della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi
La facciata della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi — foto: Terragio67 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Basilica di San Francesco non è una chiesa sola. È un complesso costruito su più livelli contro il fianco occidentale del colle di Assisi, iniziato pochissimo tempo dopo la morte del santo e cresciuto per secoli attorno alla sua tomba. Chi arriva senza sapere come è fatto rischia di visitarne metà e andarsene convinto di aver visto tutto. Dal B&B sono circa 7 km, dieci minuti d'auto: vale la pena arrivarci con un'idea chiara di cosa cercare.

Due chiese sovrapposte

Il complesso è formato da due chiese costruite una sopra l'altra, con ingressi distinti e atmosfere opposte. La chiesa inferiore ha volte basse, poca luce e un impianto che invita a rallentare. La chiesa superiore, a cui si accede dal piazzale alto, è gotica, a navata unica, altissima e chiara: le vetrate la riempiono di luce e le pareti diventano una superficie continua da affrescare. Passare dall'una all'altra è il modo migliore per capire il progetto: prima la penombra della devozione, poi la luce del racconto.

La chiesa inferiore

Nella chiesa inferiore la decorazione si è stratificata nel tempo, ed è probabilmente la parte più densa dell'intero complesso. Nel transetto destro si trova la celebre Maestà di Cimabue con la figura di San Francesco, uno dei ritratti più noti del santo. La Cappella di San Martino conserva il ciclo affrescato da Simone Martini, con quel gusto senese per i colori preziosi e i dettagli di corte. Nel transetto sinistro lavorarono Pietro Lorenzetti e la sua bottega, con una Crocifissione di grande forza e la Madonna a cui la tradizione locale ha dato il nome di Madonna dei Tramonti.

È una chiesa che chiede tempo e occhi abituati alla penombra. Se entrate dal sole pieno, fermatevi qualche minuto prima di guardare: i colori emergono solo dopo.

La chiesa superiore e le Storie di San Francesco

Nella chiesa superiore, lungo la parte bassa delle pareti della navata, corre il ciclo delle Storie di San Francesco: ventotto scene che raccontano la vita del santo, dall'omaggio dell'uomo semplice fino ai miracoli avvenuti dopo la sua morte. Il ciclo è tradizionalmente attribuito a Giotto e alla sua bottega, anche se l'attribuzione è da oltre un secolo uno dei nodi più discussi della storia dell'arte italiana. Al di sopra si sviluppano le storie dell'Antico e del Nuovo Testamento, mentre l'abside e i transetti conservano gli affreschi di Cimabue, tra cui una monumentale Crocifissione oggi leggibile quasi in negativo, con i chiari e gli scuri invertiti per l'alterazione chimica dei pigmenti.

Il punto interessante è proprio questo: qui la pittura smette di essere solo decorazione e diventa un racconto continuo, leggibile da chiunque, in sequenza, camminando. È una delle ragioni per cui questa chiesa è considerata un passaggio decisivo nell'arte europea.

La cripta e la tomba del santo

Sotto la chiesa inferiore, una scala centrale scende alla cripta, riportata alla luce nell'Ottocento dopo secoli in cui la posizione esatta della sepoltura era rimasta nascosta. Al centro, in un'urna di pietra, riposa San Francesco; attorno sono sepolti alcuni dei suoi primi compagni. È lo spazio più raccolto e più silenzioso del complesso, ed è anche quello in cui la differenza tra visita turistica e visita devozionale si sente di più: molte persone si fermano a lungo, e conviene rispettare quel ritmo.

Il Sacro Convento

Il complesso non finisce con le due chiese. Il Sacro Convento è il grande convento dei frati che circonda e sostiene la basilica: è quella struttura ad arcate che vedete crescere dalla valle e che regge l'intero edificio sul pendio. Ospita chiostri, ambienti conventuali e una biblioteca storica di notevole importanza. Non tutto è visitabile allo stesso modo, ma anche solo guardarlo dal basso, dalla strada che sale dalla pianura, aiuta a capire l'impresa costruttiva che ha permesso di appoggiare una basilica sul fianco di una collina.

Come ci si presenta

La basilica è un luogo di culto vivo, non un museo, e le regole di accesso lo riflettono. In generale:

  • Abbigliamento adeguato: spalle e ginocchia coperte, niente canottiere, pantaloncini corti o abiti da spiaggia.
  • Silenzio: si parla a voce bassa e i telefoni vanno silenziati.
  • Le riprese fotografiche sono soggette a limitazioni, in particolare negli ambienti affrescati.
  • Durante le celebrazioni la visita turistica si sospende: se capitate in quel momento, aspettate o cambiate ordine alle tappe.
  • I gruppi con guida seguono percorsi e modalità dedicate.
Consiglio pratico: portate sempre nello zaino una sciarpa leggera o una camicia a maniche lunghe. In estate è la differenza tra entrare e restare fuori, e vale per tutte le chiese di Assisi, non solo per la basilica.

Orari, ingressi e modalità di visita cambiano con le stagioni e con il calendario liturgico: prima di partire date un'occhiata ai canali ufficiali del santuario per avere le informazioni aggiornate. Se alloggiate da noi il consiglio è semplice: andateci presto la mattina, quando il piazzale è ancora vuoto e la luce entra di taglio nella chiesa superiore.

A dieci minuti dalla Basilica

Dal B&B Le Querce di Mamre la Basilica di San Francesco dista circa 7 km, dieci minuti d'auto. Vi svegliate in campagna tra ulivi e querce, fate colazione con calma e siete in città prima dei gruppi.